Sabato 21 febbraio 2026, dalle 17:00 alle 19:00, il Temple Theater di Sassuolo ospiterà “Lucciole e cicale: impariamo insieme dalla natura!”, un pomeriggio di incontro, gioco e confronto dedicato alla natura urbana, alla salute e alla partecipazione civica.

L’iniziativa è promossa da Pianeta Lab insieme al Patto Europeo per il Clima, Néa Quotidiano, UniMoRe e Gruppo Naturalistico Modenese, con il patrocinio del Comune di Sassuolo. L’ingresso è gratuito con registrazione e l’evento si concluderà alle 19:00 con un aperitivo presso il Temple Bar – Associazione Culturale Rock’s.

Un evento per tutte le generazioni

“Lucciole e cicale” nasce come uno spazio aperto a nonni e nipoti, genitori e giovani, insegnanti, attivisti e cittadini curiosi. Un’occasione per riflettere insieme sul rapporto tra città e natura, sul ruolo delle aree verdi urbane e su ciò che gli insetti possono insegnarci riguardo allo stato di salute dell’ambiente e della comunità. In un tempo segnato dalla crisi climatica e dalla perdita di biodiversità, anche i segnali più piccoli diventano indicatori preziosi: la presenza o l’assenza di insetti, la vitalità dei parchi cittadini, il suono delle cicale in estate o la luce delle lucciole nelle sere di primavera. Segnali che parlano non solo dell’ambiente, ma anche della qualità della vita urbana, della salute pubblica e della tenuta della nostra democrazia.

Due ore tra scienza, partecipazione e comunità

Durante il pomeriggio si alterneranno interventi di esperti e momenti di discussione partecipata, con l’obiettivo di trasformare le storie e le esperienze della natura modenese in ricerca e educazione sulla biodiversità.

Tra i relatori e le relatrici Elena Costi (Università di Modena e Reggio Emilia), Lara Maistrello (Università di Modena e Reggio Emilia), Niccolò Patelli (Gruppo Modenese Scienze Naturali), Giacomo Vaccari (Consorzio Fitosanitario Provinciale di Modena) e Alessio Bastai (Néa Quotidiano)

A portare i saluti saranno Marco Marzaioli (Temple Theater) e l’assessore all’ambiente del Comune di Sassuolo Andrea Baccarani. L’obiettivo non è solo informare, ma costruire insieme: il materiale raccolto durante l’incontro contribuirà alla realizzazione di una mostra e di una serie di dialoghi che saranno esposti tra aprile e luglio a Modena e in provincia.

“Lucciole e cicale” è quindi un invito a osservare, ascoltare e partecipare. Perché la transizione ecologica non è solo una questione tecnica, ma un percorso culturale e democratico che coinvolge tutte e tutti.

📍 Quando: Sabato 21 febbraio 2026, ore 17:00–19:00
📍 Dove: Temple Theater, Largo Bezzi 4, Sassuolo
🍹 A seguire: aperitivo presso Temple Bar – Associazione Culturale Rock’s
🎟️ Ingresso gratuito con registrazione

Vi aspettiamo per imparare insieme dalla natura.

Venerdì 13 febbraio, a partire dalle 18.00, Pianeta Lab organizza a Bologna un incontro pubblico dedicato al Gemello Digitale Civico: uno spazio di confronto aperto tra istituzioni, mondo della ricerca e società civile su come le tecnologie digitali possano diventare strumenti al servizio della democrazia urbana, della giustizia sociale e della transizione ecologica.

Negli ultimi mesi Pianeta Lab ha promosso infatti un percorso civico sul progetto del Gemello Digitale del Comune di Bologna, incontrando amministratori pubblici, tecnici, università e centri di ricerca, ma soprattutto costruendo uno spazio fisico di discussione rivolto ad associazioni, comitati, cittadini e cittadine. Un lavoro nato dalla convinzione che strumenti complessi come il Gemello Digitale non siano neutri, e che il loro impatto dipenda da come vengono progettati, governati e resi accessibili.

Durante il percorso è emerso con forza come il Gemello Digitale possa rappresentare una grande opportunità per migliorare le politiche pubbliche, a partire dai temi che più incidono sulla vita quotidiana delle persone: mobilità scolastica, disabilità, questioni di genere, politiche abitative, adattamento climatico. Ma perché ciò avvenga, la tecnologia deve essere partecipata, comprensibile, accessibile, sicura e trasparente. Le proposte e le sfide emerse saranno presentate durante l’incontro del 13 febbraio, che sarà quindi l’occasione per restituire pubblicamente gli esiti del percorso e presentare un documento di raccomandazioni e proposte elaborato da Pianeta Lab, con l’obiettivo di contribuire a rendere il Gemello Digitale uno strumento urbano democratico, capace di integrare conoscenze scientifiche, bisogni sociali e sfide ambientali, in particolare nel contesto della crisi climatica.

Il programma

L’evento si aprirà con i saluti istituzionali di Raffaele Laudani, Assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna, e di Irene Priolo, della Regione Emilia-Romagna.  Seguirà l’introduzione di Stefano Rimini (EU Climate Pact Ambassador e Pianeta Lab), che inquadrerà il senso politico e civico del lavoro svolto Successivamente Sabina Leonelli (Università Tecnica di Monaco – TUM, Pianeta Lab, EU Climate Pact Ambassador) presenterà l’intervento “Gemello Digitale Civico: esigenze dei cittadini e domande aperte”, mettendo a fuoco nodi critici, opportunità e questioni ancora irrisolte.

Dalle 18.40 si aprirà una tavola rotonda sul futuro del Gemello Digitale, con il contributo di Davide Salomoni (ICSC – Centro Nazionale di Supercomputazione), Giulia Sudano (Period Think Tank), Fulvio De Nigris (Amici di Luca, Casa dei Risvegli Luca De Nigris), Davide Ferraresi (Presidente Legambiente Emilia-Romagna) e del Coordinamento Cinnica

Lo spazio finale sarà dedicato a domande dal pubblico e conclusioni, per poi proseguire alle 20.00 con un aperitivo e una discussione informale, nella convinzione che il confronto continui anche fuori dai formati tradizionali.

Informazioni pratiche

📍 Sala Tassinari,  Palazzo D’accursio – Piazza Maggiore 6–Bologna
🕕 Venerdì 13 febbraio, ore 18.00
🎟 Ingresso gratuito (registrazione consigliata)

Un appuntamento aperto a chi crede che la transizione digitale, per essere davvero utile, debba essere anche sociale, ambientale e democratica

Note Migranti – Incontri di Umanità è l’evento interculturale organizzato da Associazione Pianeta APS nell’ambito del progetto Attraverso lo Sguardo dell’Altro, un percorso dedicato alla promozione del dialogo interculturale e della coesione sociale sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, che mira a valorizzare le storie delle persone migranti e rafforzare le relazioni tra comunità diverse.

Il 28 ottobre 2025 la Parrocchia Santa Teresa di Modena si è trasformata in uno spazio di incontro tra musiche, culture e memorie provenienti da tutto il mondo, dando vita a una serata profondamente partecipata. Dopo i saluti istituzionali, il pubblico ha vissuto un coinvolgente viaggio tra le musiche del mondo, grazie alle esibizioni di artisti migranti, giovani rifugiati e richiedenti asilo provenienti da Bangladesh, Pakistan, Senegal, Ucraina, Ghana e Guinea. Ogni artista ha condiviso il significato culturale del brano portato in scena e un frammento della propria storia personale, offrendo un’esperienza emozionante di ascolto condiviso, capace di abbattere stereotipi e avvicinare sensibilità differenti. L’evento si inserisce in un contesto cittadino, quello di Modena, caratterizzato da una popolazione con oltre il 15% di cittadini di origine straniera e da un crescente bisogno di creare occasioni concrete di dialogo e riconoscimento reciproco. Note Migranti ha risposto a questo bisogno valorizzando il contributo dei nuovi arrivati e promuovendo un racconto positivo e partecipato della migrazione. La serata ha inoltre mostrato come le arti possano diventare strumenti fondamentali per favorire inclusione, dialogo intergenerazionale e cittadinanza attiva, in linea con l’approccio partecipativo e digitale del progetto, che vede migranti e rifugiati non come destinatari passivi ma come protagonisti, narratori e portatori di cultura

Grazie alla collaborazione con Porta Aperta, Unimore e le realtà coinvolte nel Festival della Migrazione, l’iniziativa ha consolidato la rete territoriale impegnata nel promuovere una società più aperta e consapevole. Note Migranti – Incontri di Umanità si conferma così un appuntamento significativo per la città di Modena e per tutta la comunità, contribuendo a valorizzare identità plurali e a diffondere una cultura del dialogo capace di unire persone e storie diverse.

Il 23 e 24 ottobre Pianeta APS ha partecipato all’Agora Festival di Cesena, promosso da Editori Laterza e dal Comune di Cesena, con due iniziative inserite nel progetto “Attraverso lo Sguardo dell’Altro”. Due giorni intensi, che hanno portato nel cuore della Biblioteca Malatestiana temi cruciali del nostro tempo: la repressione politica, le migrazioni, la fragilità dei territori e la sfida abitativa nell’era del cambiamento climatico.

 

23 ottobre – Proiezione del documentario di Elena Beninati: la Tunisia vista dallo sguardo dei migranti

Il primo appuntamento si è svolto il 23 ottobre alle 16:30, nella Sala Proiezioni della Biblioteca Malatestiana, con una proiezione del documentario di Elena Beninati ‘Harga Rue de la Mort’. L’opera racconta il clima di crescente repressione politica instauratosi in Tunisia dopo l’elezione di Kais Saied nel 2019, soffermandosi in particolare sulle condizioni drammatiche vissute dai migranti subsahariani, oggi più che mai esposti a violenze, persecuzioni e discriminazioni. L’evento si è aperto con i saluti del Sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, che ha sottolineato l’importanza di promuovere momenti di confronto pubblico su diritti umani e politiche migratorie.

Sono poi intervenuti: Stefano Rimini, presidente di Pianeta APS, che ha introdotto il senso del progetto Attraverso lo Sguardo dell’Altro e il contributo dell’associazione nel portare al centro del dibattito la connessione tra fenomeni sociali e ambientali, Sara Di Salvo, ingegnera ambientale e socia di Pianeta e Simone Manicardi, ingegnere e direttore di Pianeta. La proiezione ha generato un confronto e un dibattito con il pubblico.

24 ottobre – Fragilità dei territori: migrazioni climatiche, aree interne e sfida abitativa

La seconda iniziativa, curata da Pianeta APS nell’ambito del progetto, si è tenuta il 24 ottobre presso l’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana, ed è stata dedicata a un tema cruciale per il futuro del Paese: migrazioni climatiche, fragilità territoriali e accesso all’abitare.  Il panel, molto partecipato, ha riunito voci provenienti da mondi diversi ma interconnessi: Elena Beninati, giornalista e documentarista,Sara Di Salvo, ingegnera ambientale,Stefano Rimini, presidente di Pianeta APS ed EU Climate Pact Ambassador,Filippo Tantillo, ricercatore presso l’Istituto Nazionale delle Politiche Pubbliche la giornalista e scrittrice Sara Segantin, anch’essa EU Climate Pact Ambassador.

Il dialogo ha toccato temi centrali come l’impatto della crisi climatica sulla mobilità umana, oggi e nei prossimi decenni, la condizione delle aree interne e le nuove sfide dell’abitare tra disuguaglianze, politiche pubbliche e resilienza urbana.

Il percorso PianetaLab Bologna, avviato il 26 settembre 2025, nasce per affrontare le grandi sfide ambientali, sociali e digitali partendo dal territorio e coinvolgendo chi lo vive ogni giorno. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: costruire spazi in cui cittadini, istituzioni, ricercatori e realtà locali possano dialogare e progettare insieme il futuro della città.

Al centro del lavoro bolognese c’è il Gemello Digitale, la riproduzione virtuale di Bologna che raccoglie dati su mobilità, clima, qualità dell’aria, scuole, territorio e altri aspetti urbani. Sviluppato dai ricercatori del Centro Nazionale di Supercalcolo con il Comune, questo modello permette di simulare scenari e individuare soluzioni per migliorare la vivibilità della città: cosa succede al traffico se cambiano le regole della viabilità? Come varia la qualità dell’aria se aumenta la temperatura? Quali effetti ha una nuova costruzione sul quartiere?

Ma un Gemello Digitale non è solo tecnologia: ha senso solo se costruito con le persone. Per questo PianetaLab invita la cittadinanza a un incontro pubblico venerdì 13 dicembre alle 18 all’ex Dynamo,  per discutere i piani di sviluppo del Gemello, raccogliere suggerimenti, timori e proposte e trasformarli in contributi strutturati da presentare a ricercatori e amministrazione il 13 febbraio 2026.

Vogliamo capire insieme cosa significa “migliorare” la città, quali priorità mettere al centro, come rendere il Gemello realmente utile e accessibile e come garantire che rimanga uno strumento civico, capace di rafforzare la partecipazione democratica e non solo un modello tecnico.

PianetaLab propone questo percorso proprio per favorire l’incontro tra voci diverse, costruire una governance partecipata e assicurare che il Gemello Digitale diventi un bene comune per tutta Bologna. L’evento, realizzato con il supporto del Patto Europeo per il Clima, vedrà la partecipazione dei due ambasciatori del patto Stefano Rimini e Marina Kovari, della Professoressa Sabina Leonelli (direttrice di Pianeta Lab) e di rappresentanti di associazioni bolognesi impegnate in diversi settori, dal digitale al sociale fino alla lotta ai cambiamenti climatici.

Vi aspettiamo: il futuro digitale della città si costruisce solo insieme.

L’8 novembre 2025, il Teatro delle Passioni di Modena (Via Antonio Peretti 9) ospiterà un evento di PianetaLab, il laboratorio nato con l’ambizione di creare soluzioni concrete e innovative per affrontare le grandi sfide del nostro tempo. L’evento è promosso dal Patto Europeo per il Clima, in collaborazione con il Comune di Modena e gli Europe-Direct dell’Emilia-Romagna.

 

Intitolato “Le ombre del digitale: i dati tra società e natura – Costruiamo insieme un Pianeta migliore!”, l’incontro segnerà il lancio di un progetto partecipativo che invita i cittadini a raccontare il loro rapporto con il territorio attraverso le storie di due insetti tipicamente modenesi: lucciole e cicale.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che, nel mondo contemporaneo, siamo immersi in un flusso continuo e spesso invisibile di dati. Questi dati, lungi dall’essere statici, si inseriscono nei processi umani e nei contesti non umani, adattandosi alle variazioni della natura, della società e del clima. Tuttavia, le persone, pur essendo le fonti primarie di questi dati, ne perdono facilmente traccia e faticano a percepirne concretamente i movimenti.

Il Parallelo tra Dati Invisibili e Natura 

PianetaLab osserva come una dinamica analoga all’invisibilità dei dati si manifesti anche nei confronti di alcuni elementi naturali che ci circondano. Nonostante svolgano un ruolo costante e fondamentale nelle nostre vite, spesso non li riconosciamo né li apprezziamo pienamente, dandoli per scontati. L’evento ha lo scopo di creare connessioni più attive e consapevoli tra le persone e questi elementi naturali che abitano il loro quotidiano.

La serata prenderà il via alle Ore 18, dopo i saluti istituzionali dell’ambasciatore del Patto per il Clima e Presidente di Pianeta Stefano Rimini e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi, con la proiezione del film Data Shadows, un’opera che mette in luce la difficoltà di percepire il movimento dei dati. A introdurre il film sarà Sabina Leonelli, creatrice del film i e co-direttrice di Pianeta Lab, nonché Professoressa all’Università Tecnica di Monaco.

Seguirà la Tavola Rotonda, moderata da Alan Cappelli (Ambasciatore Patto Europeo per il Clima), che vedrà la partecipazione di Niccolò Patelli (GMSN e UniMoRe), Sabina Leonelli e Davide Ferraresi (Presidente di Legambiente Emilia Romagna). La discussione si confronterà direttamente sulle “ombre del digitale” e sul modo in cui i dati riescono, o non riescono, a catturare il nostro rapporto profondo con la natura.

Il dibattito sarà aperto alle Ore 19:30 da Laura Ferrari (Consigliera Comunale AVS) e Alessio Bastai (Presidente di Nea quotidiano).

A seguire, la presentazione del progetto “Tra Lucciole e Cicale,  Storie di Incontri e Voci Cittadine”. Il progetto prende ispirazione dal successo del progetto Nightingale del Museum für Naturkunde di Berlino, che tra il 2018 e il 2019 ha raccolto registrazioni del canto degli usignoli realizzate dai cittadini. PianetaLab ambisce a replicare questo approccio partecipativo, ma concentrandosi sulle lucciole e le cicale come protagoniste locali.

L’idea centrale è raccogliere e raccontare le storie delle persone in relazione a questi insetti, utilizzando la narrazione personale come strumento di connessione. Questo è un tentativo mirato per integrare i dati “quantitativi” utilizzati dalla pubblica amministrazione – come il conteggio di piante, animali e insetti o la quantificazione della qualità dell’aria – con l’esperienza vissuta e non sempre riflessa da quei numeri.

Un Archivio di Memoria Collettiva

Pianeta Lab invita gli abitanti di Modena e provincia a condividere ricordi, esperienze o riflessioni. I contributi accettati sono vari e inclusivi: testi scritti, registrazioni audio (come messaggi vocali o il canto di una cicala), disegni, illustrazioni e fotografie. Sebbene i contributi restino anonimi, è molto utile specificare dove e quando la storia si è svolta.

La piattaforma digitale- che trovate qui  – diventerà un archivio aperto e accessibile dove le storie individuali si intrecceranno in una memoria collettiva. Queste narrazioni non saranno fini a sé stesse; verranno utilizzate per creare connessioni, mostre, collage e laboratori. In questo modo, le storie raccolte ci aiuteranno a impostare attività future e a comprendere ciò che gli insetti ci insegnano sulla nostra città in relazione a inquinamento, qualità dell’aria, illuminazione e biodiversità.

Per partecipare al progetto e inviare il tuo contributo, clicca qui: https://pianeta-lab-storia.vercel.app/

Per iscriversi all’evento, qui il link  https://www.pianeta.org/pianetalab/eventi-fatti-digitali-e-societa-democratica-2/

 

E’ partito il progetto “Attraverso lo Sguardo dell’Altro” – Percorsi di Intercultura, realizzata con il sostegno della Regione Emilia-Romagna  e coordinata da Pianeta insieme ai partner Porta Aperta e Università di Modena e Reggio Emilia. Il progetto mira a trasformare le comunità locali, in primis Modena, in un laboratorio di dialogo e coesione sociale. Modena ha una popolazione con oltre il 15% di residenti di origine straniera ma spesso il contributo e l’identità delle comunità migranti rimangono riconosciuti in modo parziale. Il progetto nasce quindi per superare le barriere linguistiche e il rischio di isolamento delle comunità straniere e in primis dei nuovi arrivati (soprattutto rifugiati) e, al contempo, per contrastare la diffidenza e gli stereotipi che possono insorgere tra i cittadini nativi.

Il nostro obiettivo è quindi quello di promuovere il dialogo interculturale e interreligioso, rafforzando la coesione sociale e restituendo dignità e visibilità ai percorsi delle persone migranti. Vogliamo far emergere narrazioni alternative, valorizzando le storie individuali e collettive per riscoprire un senso di appartenenza a una comunità più ampia e plurale.

    

Un Approccio Partecipativo

La forza del progetto risiede nel suo approccio partecipativo. Le persone migranti e rifugiate non sono considerate beneficiari passivi, ma veri e propri artisti, guide, narratori e protagonisti delle iniziative. Questo approccio è intergenerazionale – coinvolge giovani, seconde generazioni e adulti – ed è anche digitale e inclusivo, utilizzando piattaforme e social media per ampliare l’accesso e la visibilità, in linea con la promozione della cittadinanza globale e della cultura dei diritti.

Le Collaborazioni: Una Rete per la Coesione

Il successo di “Attraverso lo Sguardo dell’Altro” è garantito dalla partnership con istituzioni e realtà fondamentali del territorio modenese, tra cui l’Università di Modena e Reggio Emilia e Porta Aperta, che si occupa dell’accompagnamento dei beneficiari provenienti dai progetti di accoglienza.

Il progetto prevede una serie di attività, tra cui la proiezione di documentari sulla migrazione, incontri musicali  in cui artisti migranti, rifugiati e richiedenti asilo uniscono le loro esibizioni musicali al racconto della propria storia personale e del legame con la cultura d’origine, un laboratorio che sfocerà in una mostra collettiva e un tour per la città di Modena, ideato e condotto dai richiedenti asilo.

Vuoi Far Parte del Dialogo? Unisciti a Noi!

Il progetto è un cantiere aperto e la collaborazione della cittadinanza è fondamentale per rafforzare la coesione sociale. Se siete interessati a contribuire come volontari, partner o semplicemente a partecipare attivamente ai laboratori e agli eventi, vi invitiamo a contattare la segreteria di Rete Pianeta APS. Scrivici per collaborare a: segreteria@pianeta.org

Questo progetto è il nostro modo di costruire una comunità più consapevole e inclusiva, riconoscendo che ogni storia individuale è una nota essenziale nella sinfonia della nostra città.

Sabato 28 settembre, alle 17.45, il Teatro delle Passioni di Modena ospiterà l’evento di lancio di Pianeta Lab Modena, nuovo laboratorio di partecipazione e innovazione promosso da Pianeta APS con il patrocinio del Comune di Modena.

L’iniziativa si aprirà con una tavola rotonda dal titolo “Fatti digitali e società democratica: quando e come fidarci dell’informazione trovata online?”, introdotta da Stefano Rimini e Sabina Leonelli. Al dibattito interverranno Raffaele Lupoli (direttore di EconomiaCircolare.com), il sindaco Massimo Mezzetti e la stessa Sabina Leonelli, con la moderazione di Marco Belforti (Studio Savarin).

Alle 19.30 sarà la volta della performance teatrale dei FanniBanni’s, giovane compagnia formata da Rocco Ancarola, Gabriele Anzaldi, Giorgia Iolanda Barsotti, Giorgia Favoti e Nicoletta Nobile, diplomati presso l’Accademia di ERT – Emilia Romagna Teatro. Il gruppo, finalista al Premio Scenario 2021 con “Biancaneve e i sette nazi” e al Premio Scenario 2023 con “0®4 (Suoni dal remoto attuale)”, ha portato avanti progetti innovativi come “Tutte le immagini scompariranno” e si è distinto vincendo il bando SIAE Per chi crea 2023 con “Inizia con la lettera A”. A Modena proporrà una riflessione creativa e provocatoria sul tema della disinformazione, intrecciando linguaggio teatrale e attualità.

La serata si concluderà alle 20 con un aperitivo conviviale, sostenuto da CoopAlleanza 3.0, pensato per proseguire il dialogo in modo informale tra pubblico e relatori. Sarà inoltre presente lo stand di inEuropa, con materiali e risorse gratuite per la cittadinanza attiva.

L’appuntamento modenese inaugura il percorso locale di Pianeta Lab, che fino al 2026 svilupperà eventi e laboratori per costruire soluzioni condivise alle sfide ambientali, sociali e democratiche del nostro tempo.

Un nuovo spazio di partecipazione e innovazione sociale prende vita tra Bologna e Modena: si chiama Pianeta Lab ed è promosso da Pianeta APS insieme all’Ethical Data Initiative e all’Università Tecnica di Monaco. L’obiettivo è ambizioso: affrontare le grandi sfide socio-ambientali del nostro tempo mettendo in dialogo cittadini, istituzioni, imprese, ricercatori e associazioni.

Il progetto, che durerà fino a dicembre 2026, prevede dieci eventi in dieci città italiane, con attività che spaziano da tavole rotonde a spettacoli teatrali, da camminate urbane a laboratori di co-creazione. L’idea è trasformare i momenti di confronto in soluzioni concrete e condivise, con il supporto del mondo scientifico. Quattro i filoni tematici principali: intelligenza ambientale, salute fisica e mentale, democrazia e informazione, lavoro e formazione.

Il lancio è fissato per il prossimo weekend: il 26 settembre a Bologna all’EX-Dynamo, con l’evento “Bologna Intelligente, come re-inventiamo la mobilità con l’AI?”, dedicato al progetto del Digital Twin e al ruolo delle tecnologie digitali nella gestione della mobilità urbana. Il 28 settembre a Modena, al Teatro delle Passioni, il focus sarà invece su disinformazione e società democratica, con una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di esperti, istituzioni e giornalisti, seguita da una performance teatrale dei FanniBanni’s e da un momento conviviale.

Accanto agli eventi, è stata avviata una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Ginger, con il sostegno di Emilbanca, per finanziare le attività del laboratorio. Ogni contributo, sottolineano i promotori, non è solo una donazione, ma “un investimento in un futuro più giusto e sostenibile”.

A guidare Pianeta Lab sono la professoressa Sabina Leonelli, docente di Filosofia e Storia della Scienza e della Tecnologia alla TUM e co-direttrice dell’Ethical Data Initiative, e Stefano Rimini, giornalista, attivista e presidente di Pianeta APS, ambasciatore del Patto Europeo per il Clima. Con loro un team di collaboratori impegnati a trasformare idee e visioni in azioni concrete.

Pianeta Lab invita cittadini, attivisti, associazioni e istituzioni a partecipare ai prossimi eventi e a sostenere la campagna. Informazioni e registrazioni sono disponibili sul sito www.pianeta.org/pianetalab.

Comunità al Centro dello Sviluppo

Nella cornice della 58ª Assemblea Annuale dell’Asian Development Bank (ADB), Pianeta ha partecipato a Milano alla sessione “Engaging Stakeholders Meaningfully on Sustainable Development Projects”, organizzata in collaborazione con il Freshwater Action Network South Asia (FANSA) e il Partnership for Transparency Fund (PTF). L’incontro ha riunito esperti, attivisti, rappresentanti della società civile e professionisti del settore pubblico per discutere strategie di coinvolgimento comunitario nei progetti di adattamento e mitigazione climatica. In questo contesto, è stata presentata sia l’esperienza degli Ambasciatori del Patto per il Clima a livello UE, sia l’esperienza locale di Pianeta come rete indipendente impegnata su giustizia sociale e ambientale.

Comunità come partner attivi, non beneficiari passivi

Ani Paltajyan, cofondatrice di Climapolis, ha presentato il nuovo Stakeholder Engagement Policy dell’ADB, in vigore dal 2026, evidenziando che le comunità devono essere considerate partner attivi, soprattutto donne, giovani e gruppi emarginati, per assicurare progetti più inclusivi e sostenibili.

Samira Shakya (FANSA) ha illustrato il progetto Rising for Rights, attivo in 7 paesi del Sud Asia, che utilizza il monitoraggio partecipativo per migliorare i servizi igienici, coinvolgendo direttamente gruppi vulnerabili. In Pakistan è stato attivato un fondo da 1 milione di dollari, mentre in Nepal il dialogo con le autorità ha portato a tutele concrete per i lavoratori.

In Sri Lanka, Dr. Vinya Ariyaratne ha presentato l’approccio integrato 5R di Sarvodaya, che combina risposta ai disastri e resilienza comunitaria. Con oltre 15.000 comunità coinvolte, il modello ha dimostrato che l’autogestione da parte delle comunità favorisce efficacia e sostenibilità

Un’agenda di collaborazione e inclusione

L’incontro ha mostrato come approcci partecipativi possano Rafforzare l’efficienza nell’uso dei fondi climatici, ridurre i conflitti grazie al dialogo anticipato, aumentare l’efficacia e l’equità delle soluzioni implementate e offrire spazi reali per le voci delle comunità vulnerabilà.

La partecipazione come leva di giustizia climatica

L’incontro ha fornito anche un chiaro messaggio per i decisori politici: i progetti di sviluppo e adattamento climatico più efficaci sono quelli che mettono al centro le comunità. Investire in meccanismi partecipativi, monitoraggio comunitario, e rafforzamento della società civile non è solo giusto: è anche strategico per ottenere risultati duraturi.