Sabato 28 settembre, alle 17.45, il Teatro delle Passioni di Modena ospiterà l’evento di lancio di Pianeta Lab Modena, nuovo laboratorio di partecipazione e innovazione promosso da Pianeta APS con il patrocinio del Comune di Modena.

L’iniziativa si aprirà con una tavola rotonda dal titolo “Fatti digitali e società democratica: quando e come fidarci dell’informazione trovata online?”, introdotta da Stefano Rimini e Sabina Leonelli. Al dibattito interverranno Raffaele Lupoli (direttore di EconomiaCircolare.com), il sindaco Massimo Mezzetti e la stessa Sabina Leonelli, con la moderazione di Marco Belforti (Studio Savarin).

Alle 19.30 sarà la volta della performance teatrale dei FanniBanni’s, giovane compagnia formata da Rocco Ancarola, Gabriele Anzaldi, Giorgia Iolanda Barsotti, Giorgia Favoti e Nicoletta Nobile, diplomati presso l’Accademia di ERT – Emilia Romagna Teatro. Il gruppo, finalista al Premio Scenario 2021 con “Biancaneve e i sette nazi” e al Premio Scenario 2023 con “0®4 (Suoni dal remoto attuale)”, ha portato avanti progetti innovativi come “Tutte le immagini scompariranno” e si è distinto vincendo il bando SIAE Per chi crea 2023 con “Inizia con la lettera A”. A Modena proporrà una riflessione creativa e provocatoria sul tema della disinformazione, intrecciando linguaggio teatrale e attualità.

La serata si concluderà alle 20 con un aperitivo conviviale, sostenuto da CoopAlleanza 3.0, pensato per proseguire il dialogo in modo informale tra pubblico e relatori. Sarà inoltre presente lo stand di inEuropa, con materiali e risorse gratuite per la cittadinanza attiva.

L’appuntamento modenese inaugura il percorso locale di Pianeta Lab, che fino al 2026 svilupperà eventi e laboratori per costruire soluzioni condivise alle sfide ambientali, sociali e democratiche del nostro tempo.

E’ partito il progetto “Attraverso lo Sguardo dell’Altro” – Percorsi di Intercultura, realizzata con il sostegno della Regione Emilia-Romagna  e coordinata da Pianeta insieme ai partner Porta Aperta e Università di Modena e Reggio Emilia. Il progetto mira a trasformare le comunità locali, in primis Modena, in un laboratorio di dialogo e coesione sociale. Modena ha una popolazione con oltre il 15% di residenti di origine straniera ma spesso il contributo e l’identità delle comunità migranti rimangono riconosciuti in modo parziale. Il progetto nasce quindi per superare le barriere linguistiche e il rischio di isolamento delle comunità straniere e in primis dei nuovi arrivati (soprattutto rifugiati) e, al contempo, per contrastare la diffidenza e gli stereotipi che possono insorgere tra i cittadini nativi.

Il nostro obiettivo è quindi quello di promuovere il dialogo interculturale e interreligioso, rafforzando la coesione sociale e restituendo dignità e visibilità ai percorsi delle persone migranti. Vogliamo far emergere narrazioni alternative, valorizzando le storie individuali e collettive per riscoprire un senso di appartenenza a una comunità più ampia e plurale.

    

Un Approccio Partecipativo

La forza del progetto risiede nel suo approccio partecipativo. Le persone migranti e rifugiate non sono considerate beneficiari passivi, ma veri e propri artisti, guide, narratori e protagonisti delle iniziative. Questo approccio è intergenerazionale – coinvolge giovani, seconde generazioni e adulti – ed è anche digitale e inclusivo, utilizzando piattaforme e social media per ampliare l’accesso e la visibilità, in linea con la promozione della cittadinanza globale e della cultura dei diritti.

Le Collaborazioni: Una Rete per la Coesione

Il successo di “Attraverso lo Sguardo dell’Altro” è garantito dalla partnership con istituzioni e realtà fondamentali del territorio modenese, tra cui l’Università di Modena e Reggio Emilia e Porta Aperta, che si occupa dell’accompagnamento dei beneficiari provenienti dai progetti di accoglienza.

Il progetto prevede una serie di attività, tra cui la proiezione di documentari sulla migrazione, incontri musicali  in cui artisti migranti, rifugiati e richiedenti asilo uniscono le loro esibizioni musicali al racconto della propria storia personale e del legame con la cultura d’origine, un laboratorio che sfocerà in una mostra collettiva e un tour per la città di Modena, ideato e condotto dai richiedenti asilo.

Vuoi Far Parte del Dialogo? Unisciti a Noi!

Il progetto è un cantiere aperto e la collaborazione della cittadinanza è fondamentale per rafforzare la coesione sociale. Se siete interessati a contribuire come volontari, partner o semplicemente a partecipare attivamente ai laboratori e agli eventi, vi invitiamo a contattare la segreteria di Rete Pianeta APS. Scrivici per collaborare a: segreteria@pianeta.org

Questo progetto è il nostro modo di costruire una comunità più consapevole e inclusiva, riconoscendo che ogni storia individuale è una nota essenziale nella sinfonia della nostra città.

L’8 novembre 2025, il Teatro delle Passioni di Modena (Via Antonio Peretti 9) ospiterà un evento di PianetaLab, il laboratorio nato con l’ambizione di creare soluzioni concrete e innovative per affrontare le grandi sfide del nostro tempo. L’evento è promosso dal Patto Europeo per il Clima, in collaborazione con il Comune di Modena e gli Europe-Direct dell’Emilia-Romagna.

 

Intitolato “Le ombre del digitale: i dati tra società e natura – Costruiamo insieme un Pianeta migliore!”, l’incontro segnerà il lancio di un progetto partecipativo che invita i cittadini a raccontare il loro rapporto con il territorio attraverso le storie di due insetti tipicamente modenesi: lucciole e cicale.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che, nel mondo contemporaneo, siamo immersi in un flusso continuo e spesso invisibile di dati. Questi dati, lungi dall’essere statici, si inseriscono nei processi umani e nei contesti non umani, adattandosi alle variazioni della natura, della società e del clima. Tuttavia, le persone, pur essendo le fonti primarie di questi dati, ne perdono facilmente traccia e faticano a percepirne concretamente i movimenti.

Il Parallelo tra Dati Invisibili e Natura 

PianetaLab osserva come una dinamica analoga all’invisibilità dei dati si manifesti anche nei confronti di alcuni elementi naturali che ci circondano. Nonostante svolgano un ruolo costante e fondamentale nelle nostre vite, spesso non li riconosciamo né li apprezziamo pienamente, dandoli per scontati. L’evento ha lo scopo di creare connessioni più attive e consapevoli tra le persone e questi elementi naturali che abitano il loro quotidiano.

La serata prenderà il via alle Ore 18, dopo i saluti istituzionali dell’ambasciatore del Patto per il Clima e Presidente di Pianeta Stefano Rimini e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi, con la proiezione del film Data Shadows, un’opera che mette in luce la difficoltà di percepire il movimento dei dati. A introdurre il film sarà Sabina Leonelli, creatrice del film i e co-direttrice di Pianeta Lab, nonché Professoressa all’Università Tecnica di Monaco.

Seguirà la Tavola Rotonda, moderata da Alan Cappelli (Ambasciatore Patto Europeo per il Clima), che vedrà la partecipazione di Niccolò Patelli (GMSN e UniMoRe), Sabina Leonelli e Davide Ferraresi (Presidente di Legambiente Emilia Romagna). La discussione si confronterà direttamente sulle “ombre del digitale” e sul modo in cui i dati riescono, o non riescono, a catturare il nostro rapporto profondo con la natura.

Il dibattito sarà aperto alle Ore 19:30 da Laura Ferrari (Consigliera Comunale AVS) e Alessio Bastai (Presidente di Nea quotidiano).

A seguire, la presentazione del progetto “Tra Lucciole e Cicale,  Storie di Incontri e Voci Cittadine”. Il progetto prende ispirazione dal successo del progetto Nightingale del Museum für Naturkunde di Berlino, che tra il 2018 e il 2019 ha raccolto registrazioni del canto degli usignoli realizzate dai cittadini. PianetaLab ambisce a replicare questo approccio partecipativo, ma concentrandosi sulle lucciole e le cicale come protagoniste locali.

L’idea centrale è raccogliere e raccontare le storie delle persone in relazione a questi insetti, utilizzando la narrazione personale come strumento di connessione. Questo è un tentativo mirato per integrare i dati “quantitativi” utilizzati dalla pubblica amministrazione – come il conteggio di piante, animali e insetti o la quantificazione della qualità dell’aria – con l’esperienza vissuta e non sempre riflessa da quei numeri.

Un Archivio di Memoria Collettiva

Pianeta Lab invita gli abitanti di Modena e provincia a condividere ricordi, esperienze o riflessioni. I contributi accettati sono vari e inclusivi: testi scritti, registrazioni audio (come messaggi vocali o il canto di una cicala), disegni, illustrazioni e fotografie. Sebbene i contributi restino anonimi, è molto utile specificare dove e quando la storia si è svolta.

La piattaforma digitale- che trovate qui  – diventerà un archivio aperto e accessibile dove le storie individuali si intrecceranno in una memoria collettiva. Queste narrazioni non saranno fini a sé stesse; verranno utilizzate per creare connessioni, mostre, collage e laboratori. In questo modo, le storie raccolte ci aiuteranno a impostare attività future e a comprendere ciò che gli insetti ci insegnano sulla nostra città in relazione a inquinamento, qualità dell’aria, illuminazione e biodiversità.

Per partecipare al progetto e inviare il tuo contributo, clicca qui: https://pianeta-lab-storia.vercel.app/

Per iscriversi all’evento, qui il link  https://www.pianeta.org/pianetalab/eventi-fatti-digitali-e-societa-democratica-2/