Come reinventiamo la mobilità con l’IA

Evento di lancio di PianetaLab – Bologna

26 settembre 2025

L’evento ha segnato l’avvio di PianetaLab, un’iniziativa pensata per affrontare le sfide ambientali, sociali e digitali a partire dal contesto locale. L’obiettivo è creare spazi di confronto e co-progettazione tra cittadini, istituzioni e realtà del territorio, favorendo dialogo e partecipazione. A Bologna il focus iniziale è sul tema della mobilità sostenibile, del gemello digitale, e del loro legame.

Interventi istituzionali

Anna Lisa Boni (Assessora Comune di Bologna ai fondi europei/PNRR, transizione ecologica e relazioni internazionali) ha evidenziato che la crisi attuale è multidimensionale e complessa, e che i finanziamenti europei e nazionali si concentrano troppo sulle infrastrutture materiali (“hard”) come il tram, trascurando strumenti di governance necessari per gestire questa complessità. In questo contesto, il gemello digitale della città non deve essere solo un modello tecnico, ma anche uno strumento civico, utile ai cittadini per co-progettare politiche e partecipare alle decisioni.Secondo Boni, la governance e la partecipazione vanno messe al centro: senza questo, le politiche rischiano di non essere efficaci né aderenti ai bisogni reali. Percorsi come PianetaLab, che favoriscono l’incontro tra voci e interessi diversi, sono quindi fondamentali.

Franco Cima (Consigliere comunale di Bologna) ha sottolineato che l’agenda digitale delle città metropolitane pone questioni politiche cruciali, come la sovranità dei dati e i diritti dei cittadini, che spesso non sono sufficientemente considerati dalla politica. Secondo lui, è necessario partire da un ragionamento strutturato per affrontare queste sfide

Katia Raffaelli (Regione Emilia-Romagna, Settore Tutela dell’Ambiente ed Economia circolare – Area Qualità dell’aria e Agenti fisici) ha notato che la mobilità è un tema fondamentale, perché i trasporti influenzano direttamente la qualità dell’aria e il cambiamento climatico. L’obiettivo non è ridurre gli spostamenti, ma promuovere modi sostenibili di muoversi, come bici o camminare.

Tavola Rotonda

Sabina Leonelli (PianetaLab; professoressa di filosofia e storia della scienza e della tecnologia all’università tecnica di Monaco di Baviera – Mediatrice) ha spiegato che il gemello digitale è una riproduzione virtuale della città che raccoglie e combina dati su mobilità, clima, scuole e altri aspetti urbani. Permette di simulare scenari – ad esempio cosa accade al traffico o alla qualità dell’aria se cambia la viabilità o se si costruisce un nuovo edificio – e quindi di capire meglio come funziona la città e come migliorarla. A Bologna il gemello digitale è pensato come modello civico e partecipativo, che potrà ispirare altre città in Italia e in Europa.

Davide Salomoni (ICSC – Centro Nazionale di Supercomputazione) ha illustrato come il gemello digitale sia stato sviluppato con il supporto del Centro Nazionale di Supercalcolo al Tecnopolo di Bologna. La parte scientifica del Gemello Digitale si basa su tre pilastri: Infrastruttura, che permette di costruire modelli predittivi avanzati; Modelli, chesimulano gli effetti delle modifiche urbane non solo sul traffico, ma anche sull’economia, il turismo e altri aspetti civici, con supporto dell’IA; Vita dei cittadini; si sviluppano dashboard civiche per ricevere feedback diretto dai cittadini su traffico e mobilità.

Marco Pistore (Fondazione Bruno Kessler e Gemello Digitale Bologna) ha spiegato che Bologna è la prima città a creare un “Gemello Digitale Civico”. Questo strumento non si limita a simulare medie generali, ma considera la diversità dei singoli cittadini, inclusi gruppi vulnerabili o persone con disabilità, aiutando a pianificare una mobilità più equa e accessibile. Le dashboard civiche permettono ai cittadini di comprendere e influenzare le decisioni, rafforzando la democrazia e la partecipazione, poiché i dati non vengono solo raccolti, ma restituiti e usati in modo trasparente per il bene della comunità.

Hilary Hanahoe (Segretaria Generale Research Data Alliance) ha portato la prospettiva internazionale, sottolineando la necessità di trasparenza e coinvolgimento dei cittadini per costruire fiducia. I dati devono essere messi a disposizione in modo strutturato per essere utilizzati dai digital twin. Secondo lei, i punti di forza del Gemello Digitale di Bologna sono le risorse finanziarie disponibili ma anche la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, inclusi cittadini e ricercatori.

Nino Pizzimenti (Legambiente Bologna) ha insistito sull’urgenza di collegare transizione ecologica e digitale, portando il tema fuori dalle “stanze degli esperti” e dentro scuole e spazi pubblici. Ha sottolineato che la transizione ecologica deve andare di pari passo con quella digitale e che il Gemello Digitale deve essere reso accessibile al pubblico. Ha ricordato l’importanza di fornire alla governance strumenti concreti e accessibili, coinvolgere la cittadinanza e diffondere conoscenze su larga scala, perché senza consapevolezza pubblica e formazione la transizione rischia di non decollare.

Cristiana Costantini (Associazione Cinnica) ha denunciato la scarsa autonomia dei bambini in città e la necessità di spazi urbani a loro misura, collegando questo al valore di un gemello digitale civico in grado di tenerne conto. Cristiana ha evidenziato che i bambini oggi non possono più muoversi liberamente in città, che è progettata principalmente per le auto e i parcheggi. Ha sottolineato l’importanza di creare città a misura di bambino, considerando la loro prospettiva e garantendo spazi sicuri. Ha citato il progetto Bologna Città 30 come esempio positivo e ha evidenziato che un gemello digitale civico può aiutare a rendere la città più sicura e inclusiva, inserendo la vita dei bambini nella pianificazione urbana.

Sfide emerse

Le principali sfide indicate riguardano la necessità di tradurre il gemello digitale in cambiamenti concreti nella vita quotidiana, con effetti visibili anche nella comunità. Si è sottolineata la perdita di autonomia dei bambini e l’importanza di creare ambienti urbani sicuri che favoriscano la crescita e la mobilità indipendente.

È emersa la questione della qualità e gestione dei dati, con attenzione alla sovranità digitale e all’uso etico delle informazioni, per garantire modelli affidabili e utili ai cittadini.

Un’altra sfida riguarda il coinvolgimento dei cittadini, in particolare delle fasce più vulnerabili o meno digitalizzate, attraverso trasparenza e comunicazione chiara per favorire la partecipazione.

Prossime tappe

Il percorso di PianetaLab continuerà con momenti di confronto e restituzione:

  • 27 ottobre – incontro online.
  • 13 dicembre – nuovo incontro presso ex Dynamo.
  • 13 febbraio – presentazione dei risultati al Comune di Bologna.

          

 

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26 settembre 2025

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